31 maggio 2006

LA REGOLA E IL CASO

Come il giorno e la notte
la regola e il caso sono due contrari
come la luce e il buio
come il rosso e il verde
come il caldo e il freddo
come l'umido e il secco
come il maschile e il femminile.
La regola dà sicurezza,
la geometria ci aiuta a conoscere le strutture
o a costruire un mondo nel quale
ci possiamo muovere senza paure.
Il caso è l'imprevisto
a volte terribile
a volte piacevole
l'incontro con una persona
con la quale si stabilisce subito
un contatto di simpatia o di amore,
l'esplosione di un’idea risolutrice
la scoperta di un fenomeno.
La regola nasce dalla mente
si costruisce con la logica
tutto è previsto
con la regola si può pianificare un programma.
Il caso nasce dal clima
dalle condizioni ambientali, sociali,
geografiche, dai recettori sensoriali.
Un odore di eucaliptus
la forma di un sasso
il ritmo delle onde del mare...
La regola da sola è monotona,
il caso da solo rende inquieti.
Gli orientali dicono:
La perfezione è bella ma è stupida
bisogna conoscerla ma romperla.
La combinazione tra regola e caso
è la vita, è l'arte
è la fantasia, è l'equilibrio.

- Bruno Munari -

28 maggio 2006

olio su cartoncino telato

27 maggio 2006

olio su cartoncino telato

16 maggio 2006

nata iurnata

nata iurnata - SVEZ


gli occhi dell'uomo

















Rapían gli amici una favilla al Sole
a illuminar la sotterranea notte,
perché gli occhi dell'uomo cercan morendo
il Sole; e tutti l'ultimo sospiro
mandano i petti alla fuggente luce.

U.Foscolo da "i Sepolcri"



BECAUSE THE NIGHT
















QUA L'MP3!
BECAUSE THE NIGHT!

Take me now, baby, here as I am
Hold me close, and try and understand
Desire is hunger is the fire I breathe
Love is a banquet on which we feed

Come on now, try and understand
The way I feel when I need your hand
Take my hand, come under cover
They can't hurt you now can't hurt you now, can't hurt you now

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to love
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

Jan Wayne's gonna move yaaaaaaa

Have I a doubt, when I'm alone
Love is a ring on the telephone
Love is an angel, disguised as lust
Here in our bed 'til the morning comes

Come on now, try and understand
The way I feel, under your command
Take my hand, and the sun resets
They can't hurt you now can't hurt you now, can't hurt you now

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to love
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to love
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to love
Because the night belongs to lovers
Because the night belongs to us

13 maggio 2006

LV - under construction


12 maggio 2006

Io sono il vento...
















Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé e nella notte ti chiama e che pace non ha son l'amor che non sente pietà.
Io sono il vento se t'accarezzo non devi fidarti di me io non conosco la legge che guida il mio cuor son l'amor la passione d'amor qualcosa c'è in me più forte di me.
Sono l'aria che tal'ora sospira e che al sol del mattino più dolce si fa son la furia che improvvisa si adira e che va, fugge e va dove andrà non lo so.
Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé ho attraversato il deserto cercando di te t'amerò era scritto così qualcosa c'è in me più forte di te più forte di me.
Io sono il vento sono la furia che passa e che porta con sé ho attraversato il deserto cercando di te t'amerò era scritto così qualcosa c'è in me più forte di te più forte di me.
Io sono il vento ...

amiche

Di sti tempi ho sentito dire assurdità sull'amicizia e sui rapporti o legami
che le donne non sarebbero in grado di creare.
Figlie dell'invidia e della competizione.

Non so voi come la vediate.
Io ho avuto fortuna.
Ho più amiche che amici.

Negl'anni mi sono sentita forte grazie a loro, in equilibrio coi miei ideali.
Mi sono sentita propositiva ed intoccabile.
Amiche... donne riflesse nello specchio, edonismo, seduzione, crudeltà, idiozia.
Ci siamo fatte bene.
Ci siamo fatte male.
Ci siamo fatte le ossa.

Lo abbiamo fatto per potenziarci.
Non per perdere tempo.

La donna è fertilità ma pare se ne vogliano dimenticare.

Di fronte alla malignità e alla limitatezza di un certo modo di interpretare le cose...
bye bye... sono quel puntolino laggiù... sono di spalle... me ne sto andando via.
Chiacchiere.
Tra palazzi o torri medioevali di ieri, come tra i palazzoni di periferia di oggi, sono da sola con tutto quello che comporta il diventare adulti.
Ho una nuova pettinatura, un nuovo colore e un nuovo sorriso.
Gli inetti continuano ad indietreggiare.
Scopro di aver creduto diverse una moltitudine di cose.
Una biglia scivola su una pista di sabbia, come le ruota di pietra calpestavano il sentiero antico.

Ci si è sempre dovuti aprire la strada per andare avanti.
Non c'è mai stato il tempo... di curare i dettagli.

Ogni periodo muore e invitabilemente trascina giù con se i suoi compagni di viaggio.
Inevitabilmente ci siamo detti addio.

Non ci badare amico mio se sparirò come un ladro nella notte, poichè fidati, non ti avrò portato via niente.
Fammi sentire il modo in cui lo fai... in cui lo fai morire il tempo... spingimi nel buio da cui sono venuta e convinciti che è stato tutto un sogno.
Torneremo a ridere assieme.

A volte nelle notti d'estate tira quel vento misterioso che ti senti quasi quelle foglie verdi e rumorose ed ondeggi nell'incoscienza prima di avvolgerti tra le lenzuola.
Vorrei sentirmi così mentre un nuovo amico mi spinge nel proprio buio... ed ondeggiare ubriaca... ma sonogià lontana, voltata di spalle, come una macchia piccolissima... non cisono più.

Benritrovate amiche mie sotto questa nuova veste luminosa.

11 maggio 2006

Il fu Mattia Pascal

Mi è avvenuto più volte, svegliandomi nel cuore della notte (la notte in questo caso, non dimostra veramente d’aver cuore), mi è avvenuto di provare al buio, nel silenzio, una strana meraviglia, uno strano impaccio al ricordo di qualche cosa fatta durante il giorno, alla luce, senz’abbadarci; e ho domandato allora a me stesso se, a determinar le nostre azioni, non concorrano anche i colori, la vista delle cose circostanti il vario frastuono della vita. Ma sì senza dubbio; e chi sa quant’altre cose!


Luigi Pirandello
Il fu Mattia Pascal.

09 maggio 2006

home sweet home

07 maggio 2006

tots newlogo

per chi fosse interessato... scriva a nyo_boto@hotmail.com oppure presto su www.topoftorino.it


04 maggio 2006

intesi?


If thou must love me, let it be for nought

Non Vorrei crepare

Non Vorrei crepare



Non vorrei crepare
prima di aver conosciuto
i cani neri del messico
che dormono senza sognare.
Le scimmie dal culo pelato
divoratrici di fiori tropicali
I ragni d'argento
dal nido pieno di bolle
Non vorei crepare
senza sapere se la luna
dietro la faccia di vecchia moneta
abbia una parte puntuta
se il sole sia freddo
se le quattro stagioni
siano poi veramente quattro
senza aver tentato
di sfoggiare un vestito
lungo i grandi viali alberati
senza aver contemplato
la bocca delle fogne
senza aver ficcato il cazzo
in certi angoli bizzarri
Non vorrei crepare
senza conoscere la lebbra
o le sette malattie
che si prendono laggiù
il buono e il cattivo
non mi tormenterebbero
se sapessi
che ci sarà una prima volta
e troverò pure
tutto ciò che conosco
tutto ciò che apprezzo
e sono sicuro mi piace
il fondo verde del mare
dove ballano i filamenti delle alghe
sulla sabbia ondulata
la terra bruciata di giugno
la terra che si screpola
ed i baci di colei
che mi fa stravedere
la bella per essenza
il mio orsachiotto,l'orsola
Non vorrei crepare
prima di aver consumato
la sua bocca con la mia bocca
il suo corpo con le mie mani
il resto con i miei occhi
non dico altro bisogna
restare umili
Non vorrei crepare
prima che abbiano inventato
le rose eterne
la giornata di due ore
il mare in montagna
la montagna al mare
la fine del dolore
i giornali a colori
la felicità dei ragazzi
e tante cose ancora
che dormono nei crani
degli ingegneri geniali
dei giardinieri allegri
di socievoli socialisti
di urbani urbanisti
e di pensierosi pensatori
tante cose da vedere
da vedere e da sentire
tanto tempo da aspettare
da cercare nel nero
e io vedo la fine
che brulica e che arriva
con la sua gola schifosa
e che m'apre le braccia
da rana storpia
Non vorrei crepare
nossignore nossignora
prima di aver assaporato
il piacere che tormenta
il gusto più intenso
Non vorrei crepare
prima di aver gustato
il sapore della morte...

BORIS VIAN

03 maggio 2006

la rosa alchemica

[…]
Ormai le penne scintillanti mi avevano coperto completamente, e capii d’aver lottato per centinaia di anni, e finalmente fui vinto. Mentre sprofondavo nell’abisso il grigio e il blu e il bronzo che sembravano riempire il mondo diventarono un mare di fiamme e mi travolsero, […]
poi mi parve di salire passando attraverso innumerevoli congreghe di esseri che erano, m’era dato di capire, in un modo più certo del pensiero, ciascuno avviluppato nel proprio attimo eterno, nel perfetto sollevar d’un braccio, in un cerchio di parole ritmiche, in un sogno a palpebre socchiuse e ad occhi appannati.
E poi passai oltre queste forme, che tanto erano belle da aver quasi cessato di essere, e dopo aver sofferto strani stati d’animo, malinconici, così pareva, per essere gravati del peso di molti mondi, entrai in quella Morte che è la Bellezza stessa, e nella Solitudine che tutte quelle moltitudini incessantemente desideravano.
Mi parve che tutte le cose che avessero mai avuto vita entrassero a stabilirsi nel mio cuore, e io nel loro; e non avrei più conosciuto né morte né lacrime, se non fossi improvvisamente precipitato dalla certezza della visione nell’incertezza del sogno, e diventato una goccia d’oro fuso che cadeva a velocità smisurata attraverso una notte trapuntata di stelle, e tutt’intorno a me un gemito malinconico ed esultante.
Caddi e caddi e caddi, e poi …

W.B. Yeats, La Rosa Alchemica

=)































e non capì un bel niente...










Disegno e rilievo dei monumenti

Nella moschea di Mosca, un bel moscone,
ronzando attraversava il cupolone.
Trenta metri più in basso, l'architetto
faceva scarabocchi su un foglietto.

Valutava con l'occhio ogni misura
e schizzava, solerte e con gran cura,
annotando ogni cosa, il nostro amico.
Del moscone non gli importava un fico.

Ma s'era fatto tardi: una falena
portò la sera e il segno della cena.
Attratto dall'odore di minestra,
verde, il moscone uscì dalla finestra.

Però Matita non ci fece caso;
sul foglio continuò a tenere il naso.
Fu così che l'artista diligente
disegnò tutto.
E non capì un bel niente.

autore ignoto

02 maggio 2006

Dove saranno...




















Dove saranno gli occhi tuoi quando si chiuderanno i miei
Dove saranno gli occhi tuoi quando si chiuderanno i miei

V. Capossela

nun me scassate 'o cazzo


" Je so' pazzo "
Pino Daniele





Je so' pazzo je so' pazzo
e vogl'essere chi vogl'io
ascite fora d'a casa mia
je so' pazzo je so' pazzo

ci ho il popolo che mi aspetta
e scusate vado di fretta
non mi date sempre ragione
io lo so che sono un errore

nella vita voglio vivere
almeno un giorno da leone
e lo Stato questa volta
non mi deve condannare
pecche` so' pazzo je so' pazzo
ed oggi voglio parlare.

Je so' pazzo je so' pazzo
si se 'ntosta 'a nervatura
metto a tutti 'nfaccia o muro

je so' pazzo je so' pazzo
e chi dice che Masaniello
poi negro non sia piu` bello?
e non sono menomato
sono pure diplomato
e la faccia nera l'ho dipinta
per essere notato

Masaniello e` crisiuto
Masaniello e` turnato
je so' pazzo je so' pazzo
nun nce scassate 'o cazzo!

01 maggio 2006

l'ombra...
















L'ombra: Più ombra che luce? E' possibile?

Il viandante: Sii seria, cara matta! La mia prima domanda esige subito serietà!

L'ombra: Di quel che hai detto, più di tutto mi è piaciuta una promessa: che volete ridiventare buoni vicini delle cose prossime. Questo tornerà a vantaggio anche di noi, povere ombre. Perché, ammettetelo, sinora ci avete calunniato anche troppo volentieri.

Il viandante: Calunniato? Ma perché non vi siete difese? Avevate pur vicine le nostre orecchie.

L'ombra: Ci sembrava appunto di esservi troppo vicine per poter parlare di noi stesse.

Friedrich Nietzsche
Dialogo tra un viandante e la sua ombra - Così parlò Zarathustra